Breve storia dello stemma araldico della città di Strongoli

“…..petelia, come tutte le città del tempo, non ebbe stemma proprio, è città feudataria prima e Municipio Romano dopo, dovè certamente usare nelle insegne l’aquila romana. Solo nel 1100 comincia l’adozione degli stemmi in Europa, ed in epoca non accertabile, Strongoli ebbe il suo…..”
Lo Stemma originario di Strongoli, fu rilevato dal Vaccaro, accanito ricercatore della nostra città, su di un’antica carta geografica del regno di Napoli risalente al 1700 negli archivi della famiglia Pignatello. Dello stesso stemma si ha conferma nel catasto conciario di Strongoli, che si conserva nel R. Archivio di Napoli, (vol.7010 del 1741).
“……Esso rappresenta cinque monti in fiamma, a simboleggiare i cinque cumuli, ai quali i petelini diedero fuoco prima di cedere ad Annibale la città”…..”Secondo altri, i colli raffigurerebbero le cinque distruzioni subite…..”
Numerose sono le tracce che riconducono allo stesso Stemma, ed indiscutibile l’appartenenza dello stesso a Strongoli. Intorno allo scudo, infatti, a volerne marcare l’appartenenza è sempre rigorosamente presente un nastro riportante la dicitura “URBS PETELIAE NUNC STRONGOLI”. Una testimonianza indiscutibile la si scorge sull’altare della Cattedrale della S.Maria, In Strongoli, nella Cappella gentilizia dei Pignanelli; l’altare costruito il 1687 dal feudatario Domenico, riporta impresso sul marmo lo stemma dei colli in fiamme. Questo fu lo stemma adottato dalla cittadina, fino a quando, in occasione del trasferimento dei locali del comune presso la ex sede vescovile, venne proposto un nuovo emblema.
Nel 1931 per volere dell’allora Podestà Fazia, lo stemma fu stravolto, sia nella forma che nel contenuto. Arricchito, secondo la documentazione esistente negli archivi comunali, dalla singolare storia della città che, nonostante le barbarie subite nel susseguirsi delle invasioni, seppe rinascere sulle sue rovine. Accanto alle fiamme, ricordo del nobile sacrificio compiuto dai petelini nel bruciare la città prima di consegnarla ad Annibale, nello stemma giaceva un cane, in fiera compostezza, testimone della tenace fedeltà che i petelini serbarono a Roma. Le torri e le stelle perché ella risorse apiù salda e più bella sulle sue stesse rovine, guidata da un destino impervio e doloroso.
Ma in realtà la richiesta di riconoscimento del nuovo stemma non fu mai approvata.
La notevole corrispondenza esistente a riguardo si conclude con un Decreto dell’allora Capo di governo Benito Mussolini che riconfermò quale stemma comunale quello originale, in riferimento al parere della giunta araldica che così si espresse, nel 1932: “....Non vi è nessun motivo di cambiare detto stemma, rilevato dal volume 7010 dell’apprezzo conciario di Strangoli del 1741, conservato nel Regio Archivio di Stato di Napoli, lo stemma usato “ab antiquo” dal comune di Strangoli, riportato tal quale dall’Ughelli “Italica Sacra” Venezia 1721 (Presso Sebastiano Coleti tomo 8° pag 516) si è di avviso: D’argento al monte di cinque cime, di verde, fiammeggiante di rosso, col motto che leggessi nel suggello del detto conciario, URBS PETELIAE NUNC STRONGOLI, motto che ricorda l’antica tradizione che Strangoli fosse Petelia dei Bruzi, ricordata da Virgilio,”
Negando dunque la riformulazione dell stemma, e riconoscendo allo stesso quella notevole rilevanza storica che non avrebbe consentito la rielaborazione. Fino alla caduta del fascismo dunque, l’unico elemento che cambiò l’aspetto deloo stemma di Strangoli fu il richiamo al regima fascista che voleva : “l’inserimento al capo littorio di rosso porpora, del fascio littorio d’oro circondato tra due rami di quercia e di alloro ornato dai nastri di colore nazionali.”
Alla caduta del fascismo, con decreto del Presidente della Repubblica, si procedette alla riformulazione degli stemmi e dei gonfaloni comunali, che avrebbero dovuto eliminare ogni simbolo o dicitura apologia del fascismo. Negli archivi comunali non c’è traccia che riconduca all’adozione dello stemma originario, anzi, l’unico stemma figurante su tutti gli atti prodotti dalle varie amministrazioni, succedute nel corso degli anni, fino ad oggi, ripropongono quale stemma comunale, lo stesso che noi stessi abbiamo adottato fino ad oggi, ovvero, lo scudetto con il cane. Questo emblema identificò il nostro paese per molti anni, seppure in modo improprio ed arbitrario, più volte ci furono richieste di chiarimenti inerenti al tema, ma mai vi fu un seguito.
Oggi, scriviamo una nuova pagina di storia e la riponiamo fra le tante righe che meticolosamente segnano il nostro percorso verso il cambiamento. Oggi la consegna del decreto di concessione dello stemma e del gonfalone comunale, acquista un valore storico-morale, storico per il conseguimento ufficiale del titolo di città, morale perché vuol’essere l’emblemadella sfida contro l’arbitrarietà, la precarietà ed il qualunquismo, oggetto d’orgoglio per tutti i cittadini, stimolo capace di risvegliare in tutti noi il senso di appartenenza a questa città, a questo comune.

Orgoglio che sento di voler condividere con tutta la cittadinanza che amministro, perché sia, protagonista di una cerimonia che rimette in gioco le nostre origini e la nostra gloriosa storia, quale stimolo verso un fulgente futuro. Perché tutti possano essere orgogliosi nel sentirsi cittadini di Strongoli.